Quest'anno il mio compleanno ha per la prima volta una vera e propria importanza, infatti sancisce la veglia del termine di un giuramento autoimposto. Durante il capodanno dei miei quindici anni, vale a dire quasi sei anni fa, presi una decisione che agli occhi di chiunque può parere del tutto masochista. Scelsi di rimanere vergine fino al mio ventiduesimo capodanno a meno di innamorarmi, allora pattuii ciò, non credevo di potermi innamorare sul serio, qualche anno dopo invece è successo proprio questo, ma non mi sembra il caso di parlare di tale sofferto argomento, posso dire però che l'aver sbattuto a tal punto la testa cadendo dal mio podio mi abbia raffrancato nella mia scelta e abbia rinsaldato la mia volontà. Quando prestai questo giuramento pensai anche di nascondere questa scelta in tutti i modi possibili a tutti coloro che conosco, compresa, e soprattutto, la mia famiglia; nelle clausole di questo contratto mentale era incluso che il giorno del mio ventunesimo compleanno svelassi ai miei amici questo segreto, allora non volevo privarmi il sottile piacere di notare l'effetto che tale sortita potesse provocare nella mia esigua cerchia sociale oggi lo trovo stupido, ma così ho giurato così mantengo, certo non mi immaginavo che qualcuno nel frattempo potesse inventare un sito come facebook, che col suo potere di gossip non necessita neppure che io attenda che la voce si sparga. Compiendo ventun anni ho finalmente letto il Manuale di Epitteto e non mi vedo malaccio come apprendista stoico, nel senso filosofico del termine, tuttavia in questo testo esulo spesso i consigli di Arriano, per fortuna non sono un monaco, però questa lettura mi ha convinto a decisamente edulcorare questa sortita con dell'ironia, questa sconosciuta...
Comunque sia sono lieto che questo periodo stia giungendo al suo termine, anche se per due mesi e mezzo ne vivrò il momento culminante, quando era quindicenne ero veramente pirla, così da finalmente poter uscire da questo vortice anacronistico, un centinaio d'anni fa sarebbe stato molto più semplice e normale; dall'anno prossimo potrò emergere un po', ma non troppo, dalla mia atarassia, forse comincerete solo allora a conoscermi, perché in fondo sono in grado di parlare come scrivo e potrò finalmente rivalutare quel pochettino il mio codice etico e baderò un po' meno di voler sembrare meno sincero per non offendere nessuno, un apprendista filosofo deve accettare stoicamente (toh... si tratta di fatalismo simile a quello Jacques le fataliste et... / parentesi sciocca n°1) ciò che non dipende dalla sua volontà e l'opinione degli altri è uno degli argomenti chiave; comunque sia il gioco delle maschere non è così semplice come può sembrare ad un neofita; e alternare o livellare in continuazione il mio comportamento mi ha stufato (difatti è da qualche tempo, apertura del blog, che ho cercato di minimizzare questo atteggiamento), tanto è che da un anno circa esco il meno possibile di casa per sfuggire dalla gente, sono un po' ereutofobo (l'ho ritrovato in un Dylan Dog: significa letteralmente la paura di arrossire che porta al timore dei contatti umani, per questo forse non perdo mai l'autocontrollo, al massimo vedete tremare il mio mento, sono bravissimo nel reprimere le emozioni), lo sono praticamente sempre stato, ma fino a pochi giorni fa mi illudevo di essere solo un po' demofobo. Però non posso non aggiungere qualche particolare a questa rivelazione, beninteso fino a quando non sono passato dai centodieci ai novanta chili il problema di farmi passare per uno normale non sussisteva e potevo contare sul fatto di vivere nell'indifferenza, nella compassione e nel disprezzo altrui (non cercate di nascondere quello che pensate, sovente non ne siete in grado e i ''disadattati''(odio il polically correct) di solito capiscono queste cose fin troppo facilmente, poi lasciate fiorire i malintesi per i quali in seguito vi torturate; e non preoccupatevi, non nutro rancore contro nessuno, non mi abbasso a certi livelli e allo stesso modo i suddetti non fanno altro che disprezzarvi e definirvi giustamente o meno una masnada di ipocriti; perché la peggior cosa di tutte e la finta compassione, non c'è nulla che possa competere e ferire allo stesso modo, tranne forse il disprezzo di una donna; turbate meno la loro psiche e rinfozate solo il loro carattere ed è il male minore che si dovrebbe magari perseguire, non bisogna nascondere i propri pensieri o emozioni che dir si voglia, perché si nascondono o le cose brutte o le cose rare, e l'unico sentimento raro è l'amore; sto cercando di prendere atto di quello che penso e ciò impilca che devo smetterla di simulare compulsivamente, è malsano/ parentesi cattiva n°1) e ciò mi ha permesso di vivere senza dover dissimulare alcunamente per i primi anni. Cupido è stato l'unico incentivo che mi abbia mai spinto a tenere in considerazione il mio corpo, peccato che abbia colpito solo uno dei due bersagli, ma ce l'ho fatta, benché spesso in questi ultimi tre anni e mezzo sia stato trascinato, e alcune volte ho quasi ceduto, quasi fino al punto di infrangere la mia promessa (in Australia una fanciulla mi ha quasi violentato in un bagno per colpa del vino): sono ancora illibato, non è stato facile e ne sono piuttosto fiero; ma questo non potete capirlo logicamente, visto che la pensate in un altro modo sulla base dell'argomento. Ho sempre nettamente ignorato le opinioni espresse da più di due persone e spesso anche quelle di determinati individui, purtroppo ho una coscienza ipertrofica e non ho bisogno di troppi particolari per indovinare ciò che gli altri pensano di me, colgo l'occasione per chiedere scusa a tutte le persone alle quali ho dovuto mentire (facebook di sicuro non basta per chiedere scusa a tutti, ma sono pochi poiché di solito non mi serve dire bugie o menzogne) e pure alle donne di cui ho deluso le aspettative (sperando che il loro numero si avvicini il più possibile allo zero/ parenetesi sincera n°1). Tuttavia quello che però mi sorprenderà sempre dei miei coetanei è quella becera tendenza di considerare che un uomo che parla con una donna debba per forza provarci o essere frocio (oppure lei lesbica), se mi è concesso è un atteggiamento da primitivi privi delle più basilari capacità intellettuali, e da ipocriti nel caso questa regola valga solo per le donne appetibili (lo stesso ovviamente vale anche per le donne); dimostra in fondo che l'individuo medio è poco più che un risibile buffone; sono dei sessisti latenti e non hanno neppure sfogliato la bibbia, stupidi e incoerenti; troppa televisione al primo grado: scusate la sfuriata ben poco cortese e moraleggiante, ma questa non potevo non dirla. Forse sono un egoista o forse sono troppo testardo, fatto sta che non mi pento minimamente di quello che ho fatto (tranne di quell'ultima bugia detta a mio nonno che in fondo è una delle ragioni di questa scelta, pace all'anima sua/ parentesi sincera n°2), anzi che non ho fatto, come direbbe Schopenhauer nella sua arte di insultare la verginità è forse l'ultima forma di saggezza che abbia un valore (forse deriva dal fatto di avere ancora due segni zodiacali, e chi è nato nel mese della vergine ha due segni gemelli, perciò il ragionamento tiene/ parentesi insensata n°1), sinceramente non mi ritengo certo saggio, piuttosto sono un candido (o un babbo, in fondo la saggezza non si acquisisce con un certo quale ésprit de l'escalier morale? Ossia traendo costante, anche se a posteriori, lezione etica dal vissuto?/ parentesi moralista n°1): in effetti ho assimilato un insegnamento chiave da questa che per molti di voi è follia, ovvero che l'unico modo per pensare come degli individui è di distaccarsi senza mezze misure dagli altri e come direbbe il manuale di quei pazzoidi occuparsi solamente della Ragione che però deve accettare l'Irragione, per quanto sia doloroso; e non sono disposto a perdere questa ingenuità che sempre mi ha distinto da quello che i biechi arroganti definiscono volgo o plebe (mi distingue soprattutto da quei poveri suddetti arrogantelli ipocriti e senza spina dorsale/ parantesi cattiva n°2), che mi cavino pure gli occhi ma non sarò mai un subdolo, per quanto potrei primeggiare nel cinismo sincronico odierno (quello diacronico è di Diogene/ parentesi cattiva n°3). Così finalmente delucido il dilemma che alcuni di voi possono aver avuto; non sono un vero e proprio sociopate, né un complessato (anche se in effetti non ho ancora perso le maniglie dell'amore, ah, quanta ironia! Scherzi a parte non permettetevi di insultare le persone grasse, vi assicuro che può essere una maledizione terrificante, e se non mi credete, beh, andate pure a quel paese; perché solo i poveri di spirito si prendono gioco dei difetti fisici altrui, mentre gli impotenti insultano l'intelligenza altrui: vi ho messo parecchio tempo per capirlo ma il vilipendio è l'ultima risorsa di chi è frustrato, come giustamente dice l'inossidabile Schopenhauer nell'arte di ottenere ragione/ parentesi cattiva n°4), né uno snob (basti vedere come mi nutro/ parentesi moralista n°2), né tantomeno un omosessuale; desolato per voi ma in diec'anni di pallanuoto me ne sarei accorto, comunque di ''schermidori subombelicali'' è pieno il mondo; così potete anche capire che non sono omofobo, ma che per difendermi dai vari deleteri battibecchi da annoiate gentildonne inglesi ho dovuto far finta di esserlo, in realtà l'intero argomento mi è del tutto indifferente, vivi e lascia vivere è la base della mia morale. Sono proprio curioso di vedere i vostri volti in questi giorni a venire, e se dovessi ridervi sotto il naso spero possiate capirmi; ho un senso dell'umorismo molto fervido e certe rarissime volte mi è impossibile reprimerlo, d'altra parte avrò fino a capodanno per farmi quattro grasse risate. Sono voluto rimanere padrone assoluto della mia vita fino ad oggi e ci sono riuscito in pieno, non sono mai dipeso da nessuno e non ho mai lasciato che qualcuno dipendesse da me; oltretutto non sono particolarmente colto, so solo tre lingue e la mia intelligenza rientra nella media (non ho bisogno di test demenziali per dirlo, una trentina di quesiti idioti non potranno mai definirmi meglio di quanto non sappia fare io stesso, e vi consiglio di fare un pieno di autostima se ritenete il contrario per voi stessi/ parentesi moralista n°3) in fondo basta avere un minimo di volontà e autocontrollo: ma come direbbero i Beatles ''When I was younger, so much younger that today, I never needed anybody's help in any way. But now these days are gone, I'm not so self assured...'' (è il caso di dirlo: questa è saggezza pop/ parentesi insensata n°2). Adesso potete capire perché non mi vedete troppo in giro e per quale ragione non mi faccio mai sentire, avrei buttato via sei anni se avessi cercato di farmi sostenere dagli altri, senza considerare che sicuramente qualcuno avrebbe cercato di ''curarmi'' venendo a conoscenza del mio problema e non sono così cretino da considerare che forse qualcuno, o sicuramente qualcuna, non avrebbe potuto concretamente sospettare qualcosa, per quanto io sappia dissimulare e simulare (anche se ciò stride con la mia etica) efficacemente. Ho largamente dimostrato a me stesso di essere sufficientemente indipendente dalla realtà che mi sta attorno, ma è uno stile di vita che sconsiglierei al mio peggior nemico, se per caso ne dovessi avere qualcuno: la solitudine apre quello che taluni chiamerebbero un terzo occhio è vero, ma serve solamente a rendersi conto di quanto gli esseri umani siano peggio degli animali, almeno loro non cercano di giustificare l'assurdo con il ridicolo (questo devo averla già detta o l'ho letta qualche parte); inoltre vivendo così si cade cronicamente preda di noia e indifferenza, o accidia se preferite, si finisce col dissezionare le illusioni altrui per crearsene delle ancor più dedaliche (nel senso che si diventa gli architetti dei propri labirinti mentali/ parantesi pignola n°1); senza contare che è molto difficile vivere senza affetto per anni, considerate che non mi lascio abbracciare o coccolare per più di qualche secondo da quando sono diventato grasso (neppure dai miei familiari!) cioè dal mio arrivo a Cadro, fanno ben quindici anni... ed è per questo che mi ritengo ereutofobo. La solitudine è uno stato mentale, normalmente nessuno cerca di entrarvici ed è difficilissimo uscirne, è una landa desolata nella quale si impara a resistere agli stenti e dove lo spirito di autoconservazione finisce con l'occultare a tutti la propria sensibilità, si apprende a diventare impersonali e inauscultabili; le persone brutte, grasse, gracili, basse, più sveglie, ipersensibili, delusionali, psicolabili o semplicemente empatiche sanno di cosa parlo: chi invece nutre dubbi solo su ciò che lo circonda non può minimamente intendere quello che ho scritto e di conseguenza non potrà che considerarmi un pazzo o un esagerato, ma non c'è nulla da fare: ''le temps ne fait rien à l'affaire, quand on est con on est con!...''. Pochi di voi sanno cosa significa passare intere giornate a fissare le pareti della propria stanza (durante il servizio civile l'ho fatto più volte), o di essere lo zimbello della classe per diec'anni (doppiamente nel mio caso: grassezza e intuito), o di vivere escluso sistematicamente da ogni forma di vita sociale per settimane intere, o di sfilare lungo i bordi delle piscine (pesando come minimo venti chili più del dovuto) almeno tre volte a settimana, o di giocare diciotto ore di fila allo stesso videogioco (alcuni di voi lo sanno anche molto meglio di me XD) o di passare le serate fuori come eterno spettatore; dubito che molti di voi sappiano cosa sia il vuoto esistenziale, il rumore del silenzio (attenzione, non il suono, è dannatamente troppo generico), l'isolamento indotto praticamente forzato e in seguito il romitaggio sociale come scelta di vita: dipendete troppo dai vostri telefonini, dalle vostre comunità virtuali e dai vostri rituali collettivi; un tempo solo i figli di papà erano i veri bastardi decerebrati, oggi invece viviamo in una società che ci vizia al punto che persino i proletari hanno la puzza sotto il naso (il ginevrino dovrei essere io, mica voi, dico voi perché non ho amici ricchi, tranne disparate eccezioni/ parantesi al limite dell'inutile n°1). Ormai non ce la faccio più a recitare in continuazione, non ne posso più di questo gioco di specchi e dei silenzi carichi di sottintesi, il peso della mia condizione mi impedisce oramai persino di leggere, che per me equivale a non fare sesso (qui sono serissimo per la seconda volta, di nuovo pace all'anima di mio nonno/ parentesi sincera n°3); per la prima volta in vita mia sono contento di invecchiare di un anno e per la prima volta un capodanno sarà per me un lieto evento, non che io intenda festeggiarlo particolarmente avrò molto da fare in questi mesi, è da troppo che cammino per campi e ho perso il sentiero. L'unica cosa di cui mi pento l'ho già lasciata intendere, ossia l'aver influenzato altre persone lungo il cammino introspettivo che ho voluto seguire, so di cosa è capace la forza della delusione e quanto possa pesare l'umiliazione, non posso permettermi di aver inflitto a chicchessia il travaglio del quale mi sono vaccinato in questi anni, purtroppo ho una pessima memoria, se dovessi aver offeso qualcuno al punto che queste spiegazioni non bastino sono prontissimo a scusarmi di quello che posso aver fatto di persona. Finalmente ho potuto esprimere quello che non ho mai espresso e che ho finora lasciato intendere con troppa poca chiarezza, da oggi la mia vita non potrà che cambiare, ovviamente ci metterò un bel po' di tempo, ma d'altra parte non ho mai fretta; i frettolosi finiscono sempre con lo sfasciarsi il muso, io al massimo picchio contro i mobili; e magari ora riuscirò a smettere di fumare e a raggiungere il mio peso forma! Normalmente dovrei farcela applicando meno di un terzo della forza di volontà che ho impiegato fino ad oggi (frase decisamente poco stoica n°X). Ho detto quello che dovevo, ora, come si suol dire, chi può intendere intenda (anche perché non garantisco assenze di sgrammaticature), gli altri in capanna; questo per ricordarvi che se avete letto qualche passaggio del testo sentendovi tirati in causa è ora che vi rendiate conto che con le vostre ali posticce non potrete che precipitare nel mare Egeo avvicinandovi troppo al sole: ''natura deficit, fortuna mutatur, deus omnia cernit.''
Cesare